L'A.Di.S.U. non dimentica.

“La memoria è come il mare: può restituire brandelli di rottami a distanza di anni.”
(Primo Levi)

Non dimentica questa tristissima pagina della storia italiana, certo non solo italiana, che a volte pare non abbia insegnato abbastanza, visti i continui eventi, episodi, atti che periodicamente arricchiscono la cronaca nazionale.

Era il 1938 quando in Italia il Consiglio dei ministri del governo fascista approvò le "Leggi per la difesa della razza" firmate dall'allora re Vittorio Emanuele III.

Il 14 luglio 1938 fu pubblicato il famoso "Manifesto del razzismo italiano" redatto da un gruppo di studiosi fascisti docenti nelle università italiane, sotto l'egida del ministero della cultura popolare.

Dalla definizione di razze alla discriminazione ed espulsione di cittadini (e bambini) ebrei dalla vita sociale e dal mondo lavorativo e scolastico il passo fu breve.

Non dimentichiamolo.

E non dimentichiamo di tenere alta l’attenzione, quotidianamente, perché tracce di quel razzismo emergono oggi, a macchia, nel mondo politico e dell’opinione pubblica, anche se non si pensa più al manganello e alla camicia nera.

La pratica dell’odio per il diverso, lo svilimento del Parlamento come luogo di discussione e mediazione politica, la propagazione di finte paure e il finto nazionalismo rivendicato per attaccare l’Europa. Come anche il linguaggio, che nel dibattito politico ha perso ogni freno e rispetto per gli avversari.

Sono tutti campanelli d’allarme, che non devono essere assolutamente minimizzati.

Non dimentichiamolo.

 

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Agenzia per il Diritto allo Studio Universitario dell'Umbria